Passa a
Il secondo semestre si annuncia spinoso per il reddito fisso (...). "Ma è in Europa che conviene essere più cauti", osserva Carlo Bodo, responsabile del team obbligazionario di Ersel AM e gestore del fondo Leadersel flexible bond, lanciato di recente.
Sul piano macroeconomico, le sorprese positive provengono soprattutto dal Vecchio Continente. È verosimile
E nel tardo autunno, potrebbe annunciare un'ulteriore riduzione dello stimolo monetario. Mario Draghi dovrà trovare le parole giuste: sarà difficile far passare l'idea che i tassi possano restano fermi ancora a lungo». Negli Stati Uniti il quadro appare per adesso meno problematico. Gli investitori hanno già prezzato un rialzo dei tassi a giugno. Scontano una probabilità del 40% che ci sia un altro ritocco a settembre. «La Fed si lascerà un margine di manovra aggiuntivo per dicembre, qualora la spinta reflattiva dovesse rinvigorirsi - osserva il gestore -. Ma il mercato non sembra crederci, in questo momento». Verso fine anno, poi, entrerà nel vivo il dibattito sulla riduzione del bilancio della Fed, a quota 4.500 miliardi di dollari (cinque volte i livelli del 2007) dopo tre programmi di easing quantitativo. Qualche investitore inizia a chiedersi se farà da innesco a una drastica correzione dei bond. «Se verrà comunicato in modo adeguato, non alimenterà alcuno scossone.
In ogni caso, se ne parlerà al più presto verso fine anno, a dicembre». L'interrogativo da porsi, secondo l'esperto, è un altro: dove trovare valore nel reddito fisso, con i rendimenti ancora schiacciati ai minimi?
«Nel segmento di migliore qualità, I'investment grade, è difficile, ormai. C'è spazio, però, per un ulteriore restringimento degli spread tra i finanziari, favoriti da una risalita dei tassi. E nel debito emergente, specialmente quello in valuta locale. In particolare, tra i mercati di frontiera, che sono rimasti più indietro». I titoli americani ad alto rendimento, laureatisi campioni di performance nel 2016 (+17%), hanno guadagnato altri 4 punti percentuali da inizio anno. Gli spread sono attorno a 35o punti base, la metà rispetto a dove si trovavano 15 mesi fa. E con un ciclo del credito ormai maturo, unito a un atteggiamento sempre più aggressivo da parte degli emittenti in termini di aumento della leva finanziaria, c'è più di un motivo per essere cauti. «Occorre essere molto selettivi - annota Boda -. Tra gli emittenti che non hanno accesso a un mercato globale, si possono ancora trovare opportunità interessanti».
Assedianti e assediati del risiko bancario: il fortino è a Piazza Meda. Cosa farà Unicredit? Qualche analista sottolinea che l'Ad possa prendere in considerazione persino l'ipotesi di rinunciare alla conquista dell'istituto. Ma Carlo De Vanna, co-responsabile della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel, traccia uno scenario diverso.
Bilanci degli istituti ricchi di capitale in eccesso. E chi non lancia Opa punta così sulla crescita dei titoli. Pieno di utili per le banche, portafogli gonfi agli azionisti. Carlo De Vanna, Senior Fund Manager di Ersel Asset Management, ne parla a La Stampa.
Il Federal Open Market Committee ha deciso di mantenere i tassi invariati. Questa scelta segna una pausa nel ciclo di abbassamento iniziato a settembre 2024 con tre riduzioni consecutive. Carlo Bodo, Responsabile del team obbligazionario di Ersel AM ne parla a AdvisorOnline.
Questa schermata consente al tuo monitor di consumare meno energia quando il computer resta inattivo.
Clicca in qualsiasi parte dello schermo per riprendere la navigazione.