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In questi giorni d’incertezza sugli esiti della Brexit e di timori per le elezioni europee alle porte, l’Europa è costretta a confrontarsi su vari fronti: da una parte ci sono i moniti della Bce “pronta a definire tutti gli strumenti” necessari per riportare l’inflazione vicino ma sotto al 2%.
Dall’altra c’è una Cina sempre più vicina, mentre Donald Trump sarebbe pronto a una nuova ondata di dazi contro l'Ue. Eppure, con una sfondo del genere, il trend di recupero avviato da inizio anno sui mercati azionari continua imperterrito.
Come si stanno comportando i gestori a riguardo? Il team delle gestioni patrimoniali di Ersel, ad esempio ha le idee chiare: “In portafoglio manteniamo il sottopeso sui mercati sviluppati. Stanno, infatti, ancora scontando un combinato di politiche monetarie accomodanti, economie in crescita moderata e una distensione che riguarda i principali focolai di tensione. I rialzi da inizio anno sono però stati robusti e il movimento dai minimi di dicembre sembra eccessivo in assenza di conferme importante dalla crescita degli utili e dai margini. Sul fronte delle azioni dei mercati emergenti, che da metà febbraio hanno sottoperformato quelle dei Paesi sviluppati, manteniamo invece il sovrappeso. Questo in modo da avere un posizionamento equilibrato nei portafogli e prospettive più promettenti rispetto ai mercati sviluppati”, spiegano.
Sul fronte valutario la situazione appare stabile: il dollaro americano si muove in un trading range abbastanza stretto e non sembra offrire spunti nel breve. “È confermato, al contrario, il quadro favorevole per le divise emergenti e la loro quota all’interno dei portafogli”, continuano gli esperti.
Per quanto riguarda il fronte obbligazionario, tra i titoli di Stato i gestori di Ersel confermano una preferenza sui treasuries americani. “Le emissioni governative a lungo termine del Tesoro Usa sono gli unici titoli a poter registrare un calo dei tassi di una qualche entità in uno scenario negativo. A questi affianchiamo approcci flessibili/unconstrained. Il portafoglio ha partecipato efficacemente al buon recupero dei mercati emergenti e di quelli di frontiera nonché dei subordinati finanziari. In questa fase non modifichiamo l’attuale esposizione in quanto il trend di recupero dagli eccessi di pessimismo dello scorso anno su queste aree potrebbe continuare con l’atteggiamento accomodante da parte delle Banche centrali”.
Alberto Prina Cerai
Junior Research Fellow ISPI
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