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Dove investire nell'anno appena iniziato? Stravincono le azioni sulle obbligazioni e Wall Street. Ne parla Giorgio Bensa, Direttore Investimenti Ersel Asset Management, al Corriere della Sera.
Bilanciati tra azioni e obbligazioni, con una piccola puntata su inflation linked, mercati privati, oro e criptovalute. É il portafoglio 2025 consigliato dai 44 esperti, tra SIM, società di gestione del risparmio e banche d'investimento, che hanno partecipato al sondaggio de L'Economia del Corriere della Sera. Rispetto a un anno fa, lo scenario è cambiato radicalmente, con il peso delle azioni che è più che raddoppiato, passando dal 20% al 45 per cento.
Ma la vera inversione a «U» si registra nell'approccio alle criptovalute, con i 17, 5% dei partecipanti al sondaggio che le ha già inserite all'interno dei loro portafogli e il 10% che pensa di investirci nel 2025 (l'anno scorso nessuno le prendeva in considerazione).
Secondo gli esperti, l'asset vincente del 2025 sarà l'equity, preferito dall'85% dei partecipanti al sondaggio, con i titoli growth (crescita veloce) che continueranno a fare la parte del leone. Tra i Paesi in cui investire, sul gradino più alto del podio c'è l'America (85%), seguita da Europa (50%) e Paesi emergenti (30%). Ma anche il Giappone conquista fiducia (27,5% dei rispondenti). Intelligenza artificiale (80%), tecnologia in generale (75%) e digitalizzazione (45%) sono i megatrend ritenuti più promettenti, mentre la maggior parte dei gestori (il 60%) preferisce puntare sulle mid-cap.
Nel reddito fisso, invece, l'attenzione dovrà essere rivolta principalmente ai corporate bond, preferiti dal 55%. In particolare, i gestori consigliano di guardare alle emissioni investment grade (65%) e alle scadenze mediolunghe, 3-5 anni (35%) e 5-10 anni (32,5%). Tra i rischi, infine, in cima ai pensieri ci sono i dazi che l'America potrebbe imporre alla Cina e al resto del mondo (72,5%), oltre a un possibile ritorno dell'inflazione alimentata dalle politiche del neo presidente americano Donald Trump. [...]
«Meglio concentrarsi su settori come tecnologia, healthcare e finanziari, che rappresentano il 60% delle grandi operazioni annunciate», sottolinea Giorgio Bensa, Direttore Investimenti di Ersel AM. [...]
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