Giubergia: "Con Albertini la santa alleanza del private"

Intervista a Guido Giubergia e Alberto Albertini

Economy 29-ott-2018

Guido Giubergia illustra la fusione, che verrà formalizzata nel corso del prossimo anno. Per vincere con la qualità dei servizi sui grandi competitor internazionali, insuperabili nei prodotti a basso costo.

Accordo Albertini Syz Ersel

Il mestiere di gestore «Oggi è diventato molto più difficile». Lo sa bene Guido Giubergia, numero uno di Ersel (...)

Ersel si avvicina al merger per un'altra sigla storica della finanza italiana, quella che fa capo alla famiglia Albertini, destinata a confluire sotto il marchio Ersel. (...)

Quando sarà attiva la fusione?

Stiamo procedendo rapidamente ad una vera e propria integrazione di sistemi e di persone. Nel corso del 2019 pensiamo di procedere alla fusione. Molto è legato alla tecnologia.

E agli investimenti in software?

Sì, sono importanti. ma non troppo. Nel nostro settore il vero investimento riguarda le persone. Nel nostro caso si sposano due culture. Noi abbiamo una grande tradizione nella gestione dei fondi, loro sono storicamente più presenti come broker. Ma sono molte di più le cose che ci uniscono di quelle che ci separano.

Quali sono oggi le vostre dimensioni?

Amministriamo circa 9 miliardi nel private banking, 5 nelle gestioni fiduciarie, più 4,5 nella Online SIM che fa sempre capo alla nostra banca. (...) In questi anni abbiamo spostato la nostra attenzione sui mercati globali. La situazione italiana mi preoccupa di più come cittadino che come operatore. La situazione globale merita una qualche attenzione. Gli elementi di disturbo sono tanti, soprattutto ai livelli attuali delle quotazioni che in questi anni hanno corso tantissimo.

Alberto Albertini: «Il gruppo che nasce può contare su un'eccellente capacità patrimoniale, un'ottima clientela distribuita in Piemonte, Lombardia ed Emilia». (...)

Non è stato un colpo di fulmine. I primi approcci tra Isidoro Albertini e Renzo Giubergia, forse le due figure più carismatiche della storia della Borsa italiana risalgono addirittura ai primi anni Novanta, agli albori delle Sim. Allora non se ne fece nulla ed anzi, qualche anno dopo, entrambe le aziende. dopo una riflessione comune, preferirono puntare su partnership internazionali. Oggi, complice la decisione di Banque Syz di cedere la maggioranza nell'azienda milanese, finalmente le nozze, cementate da un sentire comune: «Sia io che Guido Giubergia» - spiega Alberto Albertini - «portiamo in dote l'eredità più preziosa della professione di agenti di cambio: l'indipendenza, al servizio esclusivo degli interessi del cliente». «Bisogna guardare avanti», ripete più volte Albertini, pensando alle prospettive che si apriranno con l'integrazione con la ben più forte Ersel. Un piccolo gigante sul piano delle masse (18,5 miliardi di cui 2,8 miliardi tra gestito ed amministrato di Banca Albertini) ma forse ancor di più sul piano intellettuale. (...)«Dal punto di vista lavorativo ormai siamo una cosa sola. Ci vorrà tempo per completare l'integrazione dei sistemi informatici. Vogliamo mettere a punto un'architettura front-end avanzata, Speriamo di finire l'operazione entro la fine dell'anno.(...)»

Una macchina dinamica e prestigiosa, che corre però lungo una strada tortuosa, vista la situazione dei mercati internazionali.

Cresce, inutile negarlo. l'incertezza dei clienti. Non che si tema una patrimoniale o altri provvedimenti straordinari. Il rischio vero riguarda la partecipazione all'Unione Europea e alla moneta unica. Il risultato è un aumento della volatilità oltre ad un'accentuata propensione alla liquidità.

E qual è il vostro consiglio?

Data la situazione di incertezza, si asseconda la propensione al breve termine in attesa di indicazioni più precise, che per ora non si vedono. Ma credo che la realtà italiana offra più di un'opportunità di investimento anche per patrimoni di medie dimensioni, specie se sapranno muoversi in una logica di squadra. Al di là dei problemi di oggi il Paese ha senz'altro un futuro. Come hanno insegnato i padri nobili in anni che, a ben vedere, erano più agitati di quelli attuali".